Archeologie trasversali di Sicilia

Escursioni post 10th IALE World Congress
Sicilia, 6-12 Luglio 2019
images.png
2000px-Flag_of_Italy.svg.png
2000px-Flag_of_the_United_Kingdom.svg.pn
ARCHEOLOGIE TRASVERSALI DI SICILIA

E' il programma post congress a cura di Gianluigi Pirrera per la SIEP - IALE (Società Italiana Ecologia del Paesaggio) in collaborazione con Kòrai - Territorio, Sviluppo e Cultura, che si svolgerà in Sicilia al termine del 10th IALE World Congress.

L'annuale appuntamento scientifico internazionale della International Association for Landscape Ecology, quest'anno incentrato su “Nature and society facing the Anthropocene: challenges and perspectives for Landscape Ecology”, si svolgerà quest'anno a Milano dall'1 al 5 luglio e darà l'opportunità ai partecipanti di proseguire la loro permanenza in Italia con un ricco e vario programma di iniziative ed escursioni scientifiche in altre regioni.

Il programma di escursioni post congress per la Sicilia si svolgerà dal 6 al 12 luglio (con possibilità di estensione fino al 15 luglio) e sarà focalizzato sull'analisi on site delle diverse archeologie in Sicilia.

La trasversalità delle archeologie riguarda le epoche e il paesaggio. Essa promuove, ripercorrendo alcuni siti, gli obiettivi del Cammino dell’Antica Trasversale Sicula secondo i diari antichi di Paolo Orsi, da Camarina a Mozia. 

Accompagnati dalla geoarcheologa Francesca Mercadante, si visiteranno: siti megalitici, paleontologici e archeoastronomici, archeologie ipogee, geoparchi e parchi archeologici, siti archeologici Unesco, siti a rischio idrogeologico ed aree Natura 2000.

Nei 6 giorni, oltre al giorno di arrivo e di accoglienza a Palermo, i partecipanti avranno modo di analizzare le motivazioni e gli effetti dell’Antropocene per il rischio idrogeologico, per le antiche vie di comunicazione e le mutazioni, sino alla perdita, del paesaggio antico nei Parchi Archeologici siciliani.  

Per ogni tappa sarà presente anche uno specialista del sito (gli archeologi Roberta Di Rosa, Enrico Giannitrapani, Giuseppe Labisi, Serena Raffiotta) per approfondimenti.

Consulta il programma

Prenota la tua esperienza post congress in Sicilia

Contattaci: korai@korai.it                   

LE TAPPE

 

LE TAPPE DI ARCHEOLOGIE TRASVERSALI DI SICILIA

 

1° GIORNO

Palermo. Opzionale: Museo archeologico regionale Salinas e/o Museo di paleontologia e geologia Gemmellaro.

2° GIORNO

Pietra Tara. Riserva Naturale Orientata di Capo Gallo. Riserva Naturale Orientata di Monte Pellegrino.

3° GIORNO

Parco archeologico di Segesta. Mothya e le Saline. Museo archeologico di Marsala.

4° GIORNO

Cave di Cusa. Parco archeologico della Valle dei Templi di Agrigento e Giardino della Kolymbethra. Enna. Riserva speciale di Pergusa.

5° GIORNO

Hennaion. Castello lombardo. Rocca di Cerere. Parco archeologico di Morgantina. Museo di Aidone. Villa Romana del Casale a Piazza Armerina.

sicilia 2.jpg

6° GIORNO

Camarina, Parco archeologico di

Cava Ispica, Necropoli di Pantalica.

 

7° GIORNO

Partenza da Catania o estensione.

8°- 9°-10° GIORNO

​Possibilità di estensione dell'escursione e visita a:

- Itinerario UNESCO Palermo arabo-normanna e le

Cattedrali di Cefalù e Monreale con i loro straordinari

contesti paesaggistici.

1° GIORNO
1° GIORNO
2° GIORNO
2° GIORNO
3° GIORNO
3° GIORNO
4° GIORNO
4° GIORNO
5° GIORNO
5° GIORNO
6° GIORNO
6° GIORNO

IL PROGRAMMA GIORNO PER GIORNO

 
 

1° GIORNO - PALERMO, CROCEVIA DI CULTURE

PALERMO, MOSAICO DI CULTURE

La ricchezza e la bellezza di Palermo (Panòrmos, tutto porto) risiede nelle sue mille anime, frutto di dominazioni, di arrivi e partenze, di accoglienza e scambio. Lo testimoniano il suo paesaggio, la sua lingua, i suoi monumenti, la sua cucina e il suo tessuto urbano. La ricchezza stratificata e sincretica di questa città, fondata dai Fenici, poi conquistata da Romani, Arabi, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Spagnoli, Savoia, Austriaci e Borboni, è leggibile nell’arte, nell'architettura, nel cibo, nelle tradizioni. I suoi monumenti, le sue chiese, i palazzi, le ville e i giardini raccontano una storia millenaria di bellezza e contraddizioni.

IL MERCATO BALLARO' NEL QUARTIERE ALBERGHERIA

Palermo, mosaico multietnico, esprime la bellezza nell’incontro tra le culture: ne è un fulgido esempio Ballarò, il più antico dei quattro mercati storici popolari, dal carattere dinamico e colorito, animato dalle bancarelle in una zona ricca di monumenti e chiese particolarmente importanti e suggestive. Negli ultimi anni il mercato si è arricchito della presenza delle comunità straniere, che hanno integrato le loro attività commerciali a quelle dei palermitani, imparando da loro la tecnica di vendita dell’abbanniata, il richiamo tipico per attirare i passanti.

SABATO 6 LUGLIO 2019

  • Inizio dei lavori: presentazione dei percorsi a cura di Francesca Mercadante e Gianluigi Pirrera.

  • Cena multietnica di benvenuto nel cuore di Ballarò.

Extra programma consigliato:

  • Visita guidata del Museo Archeologico "Antonio Salinas".

  • Visita guidata del Museo di Paleontologia e Geologia  "Gemmellaro".

Opzionale: 

  • Visita guidata dell'Orto Botanico.

  • Visite guidate ai maggiori tesori della città di Palermo.

MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE "ANTONIO SALINAS"

Il Museo ha sede presso l'ex Casa dei Padri della Congregazione di San Filippo Neri edificata nel XVII secolo: il complesso monumentale include anche la chiesa di Sant'Ignazio e l'Oratorio di San Filippo Neri. Possiede una delle più ricche collezioni archeologiche d'Italia, testimonianze della storia siciliana in tutte le sue fasi, dalla preistoria al medioevo. Al suo interno sono conservati i reperti e manufatti dei popoli che hanno determinato la storia dell'isola: fenici, punici, greci, romani e bizantini, ma anche manufatti di altri popoli come gli Egizi e gli Etruschi. Una sezione è dedicata ai reperti rinvenuti durante gli scavi subacquei: materiali che facevano parte del carico delle navi, ancore di pietra, ceppi di piombo, lucerne, anfore ed iscrizioni che vanno dalla cultura dei Punici a quella dei Romani.

MUSEO DI PALEONTOLOGIA E GEOLOGIA "GEMMELLARO"

Fu fondato nel 1861 da Gaetano Giorgio Gemmellaro con collezioni pareggiabili al British Museum di Londra Collezioni. La Sala Enzo Burgio ospita collezioni che illustrano la storia geologica della Sicilia, compresi anche rarissimi campioni di rocce provenienti dall'isola Ferdinandea, durante il breve periodo di emersione nel 1831. La Sala dell'uomo accoglie le testimonianze della prima presenza umana in Sicilia ed in particolare i resti fossili di Thea, una donna vissuta nel Paleolitico superiore, il cui scheletro fu rinvenuto nella Grotta di San Teodoro, ad Acquedolci. La Sala degli elefanti contiene numerosi reperti relativi agli elefanti nani che popolarono la Sicilia durante il Pleistocene medio-superiore, tra cui un esemplare completo di Palaeoloxodon mnaidriensis. Nella Sala dei cristalli si trovano notevoli esemplari di cristalli di calcite, aragonite, celestina, gesso, salgemma e zolfo, per la maggior parte drisalenti al Messiniano (cosiddetta Serie gessoso-solfifera), quando i collegamenti tra l'Atlantico e il Mediterraneo si interruppero e quest'ultimo si trasformò in un grande lago salato.

 

2° GIORNO - VIAGGIO NELLE RISERVE NATURALI 

DOMENICA 7 LUGLIO 2019

  • Trekking leggero nella Riserva Orientata di Capo Gallo: da Punta Barcarello al sito megalitico di Pietra Tara. In spiaggia.

  • Pranzo a base di pesce nella caratteristica borgata marinara di Sferracavallo.

  • Visita alla Grotta punica-Santuario sul Monte Pellegrino nella Riserva Naturale Orientata e percorso sul Sentiero di Goethe.

Opzionali:

  • Visita del Gorgo di S. Rosalia (dove nel 1952 lo studioso americano Hutchinson teorizzò il concetto di biodiversità) e/o dell’installazione contemporanea del Labirinto unicursale cretese.

  • Visita allo straordinario Belvedere Nord con i suoi reperti e alle postazioni della contraerea della Seconda Guerra Mondiale.

  • Degustazione al tramonto dell'amaro della Santuzza, delizioso liquore realizzato con le erbe che crescono sul cammino di Santa Rosalia tra il Santuario di Monte Pellegrino e l’eremo della Quisquina.

PIETRA TARA

Il sito a megaliti di Pietra Tara è stato scoperto nel 2004, aprendo a orizzonti mai conosciuti alla storiografia siciliana. Posto nella parte più importante della Sicilia occidentale alle falde Nord di Capo Gallo, nell’ultimo lembo di terra sul Tirreno, sulle rotte marine occidentali (Iberiche e magrebine), presenta caratteristiche costruttive ancora integre. Suddiviso in due Zone (Alta e Bassa, per una grandezza di circa 6000 mq.), presenta una struttura proto-urbana articolata a settori che si snoda intorno ai grandi megaliti/menhir, associati ai quali si rinvengono strutture capannicole, monoliti antropomorfi, aree cultuali, ipogei funerari.

LA COSTA NORD OCCIDENTALE DI PALERMO

La costa nord-ovest di Palermo è caratterizzata da caratteristiche borgate marinare: l'Acquasanta e l'Arenella, ricche di strutture produttive, ville liberty e storie legate all’uso terapeutico di acqua e aria di mare e alla famiglia Florio; Vergine Maria dominata dalla Tonnara; Mondello, con la sua spiaggia, i resti preistorici nelle grotte e l'architettura liberty; Sferracavallo.

SFERRACAVALLO

Questa borgata marinara di Palermo ​era un villaggio di pescatori sorto attorno a la Calandria, tonnara di impianto 400entesco, attorno ad un'insenatura dal mare azzurro cristallino, nel tratto di costa tra Punta Matese e Punta di Barcarello. Nei pressi, un tempo sorgevano delle torri di guardia, una del XV ed una del XVI secolo, che facevano parte del sistema di avviso delle Torri costiere della Sicilia.

Il toponimo Sferracavallo trae origine dall'asperità della strada che collegava la borgata a Palermo e che per le sue scabre selci e la sua pessima qualità costringeva a far «sferrare i cavalli» che trainavano i barconi usati nelle tonnare, per tirarli a secco e ricoverarli nei magazzini adiacenti.

Su questo litorale, caratterizzato da affascinanti grotte e profondi fondali, è ancora viva l’antica cultura dei pescatori. 

La borgata è rinomata per i suoi locali dove gustare ottime portate a base di pesce fresco.

SFERRACAVALLO

Questa borgata marinara di Palermo ​era un villaggio di pescatori sorto attorno a la Calandria, tonnara di impianto 400entesco, attorno ad un'insenatura dal mare azzurro cristallino, nel tratto di costa tra Punta Matese e Punta di Barcarello. Nei pressi, un tempo sorgevano delle torri di guardia, una del XV ed una del XVI secolo, che facevano parte del sistema di avviso delle Torri costiere della Sicilia. Il toponimo Sferracavallo trae origine dall'asperità della strada che collegava la borgata a Palermo e che per le sue scabre selci e la sua pessima qualità costringeva a far «sferrare i cavalli» che trainavano i barconi usati nelle tonnare, per tirarli a secco e ricoverarli nei magazzini adiacenti. Su questo litorale, caratterizzato da affascinanti grotte e profondi fondali, è ancora viva l’antica cultura dei pescatori. La borgata è rinomata per i suoi locali dove gustare ottime portate a base di pesce fresco.

RISERVA DI CAPO GALLO

La riserva, estesa quasi 586 ettari, è costituita essenzialmente dal Monte Gallo, un massiccio carbonatico, formatosi decine di milioni di anni or sono fra il Mesozoico e l'Eocene medio. Il Monte Gallo termina in un promontorio, denominato Capo Gallo, segnato dal suo caratteristico faro.

MONTE PELLEGRINO

“Il più bel promontorio del mondo”, come lo definì Goethe, fa parte di una riserva di oltre 1000 ettari. Il monte è un massiccio carbonatico dalle pareti a strapiombo, interrotte solo presso la splendida valle del Porco e dalle numerose grotte di origine marina, luoghi di antichi insediamenti umani. Un autentico regno della biodiversità abitato da circa 1000 specie di piante (ben 25 orchidee), di cui molte endemiche, la metà delle specie di mammiferi presenti in Sicilia, rettili, artropodi, ed uccelli nidificanti e migratori di eccezionale importanza in Sicilia. 

 

3° GIORNO - TRA TEMPLI, ISOLE E SALINE

MUSEO GIUSEPPE WHITAKER

Nel 1902, “Pip Whitaker” acquistò l’Isola, riconoscendone lo straordinario valore ambientale ed archeologico. “Pip” esplorò Mozia portando alla luce ampi tratti di mura, le porte urbiche e diverse parti dei monumenti maggiori che costellavano l’isola, dal Kothon al Santuario del Cappiddazzu, al Tofet. 45 ettari di resti archeologici testimoni della presenza dei Fenici nella Sicilia occidentale, al centro del Mediterraneo, sepolti sotto una basso strato di terreno agricolo formatosi in secoli di abbandono. Raccolse nella Palazzina sull’isola una ricchissima collezione di reperti, alcuni provenienti dalla vicina Lilibeo o dalla prospiciente Birgi, sulla terraferma con cui Mozia era collegata da una strada, oggi sommersa. Il piccolo, ma prezioso Museo, ampliato nel 2001, contiene la statua dell’Auriga di Mozia, opera di stile arcaico-ionico, risalente al V° sec. a.C., che domina, in solitudine, la sala con il lucernario, proprio di fronte l’ingresso, che era il cortile di casa Whitaker.

MUSEO GIUSEPPE WHITAKER

Nel 1902, “Pip Whitaker” acquistò l’Isola, riconoscendone lo straordinario valore ambientale ed archeologico. “Pip” esplorò Mozia portando alla luce ampi tratti di mura, le porte urbiche e diverse parti dei monumenti maggiori che costellavano l’isola, dal Kothon al Santuario del Cappiddazzu, al Tofet. 45 ettari di resti archeologici testimoni della presenza dei Fenici nella Sicilia occidentale, al centro del Mediterraneo, sepolti sotto una basso strato di terreno agricolo formatosi in secoli di abbandono. Raccolse nella Palazzina sull’isola una ricchissima collezione di reperti, alcuni provenienti dalla vicina Lilibeo o dalla prospiciente Birgi, sulla terraferma con cui Mozia era collegata da una strada, oggi sommersa. Il piccolo, ma prezioso Museo, ampliato nel 2001, contiene la statua dell’Auriga di Mozia, opera di stile arcaico-ionico, risalente al V° sec. a.C., che domina, in solitudine, la sala con il lucernario, proprio di fronte l’ingresso, che era il cortile di casa Whitaker.

MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE LILIBEO DI BAGLIO ANSELMI, MARSALA

Il Museo si trova a Capo Boeo. Ospita un esemplare di nave punica e, dal dicembre 2015, la nave romana travata nel porticciolo di Marausa.

LUNEDI' 8 LUGLIO 2019

  • Visita del Parco archeologico di Segesta.

  • Trekking leggero nella Riserva Orientata delle Saline di Trapani e Paceco (area RAMSAR di importanza internazionale).

  • Visita del sito archeologico di Motya e Museo archeologico Giuseppe Whitaker.
  • Visita del Museo archeologico regionale Lilibeo di Baglio Anselmi a Marsala.
  • Cena al tramonto con vista sulla Laguna dello Stagnone.

PARCO ARCHEOLOGICO DI SEGESTA

Il sito (Elimo/Sikano) fu edificato sul fianco del Monte Barbaro, nel Bronzo medio. La visita al tempio dorico (V sec. a.C.) e al teatro, posizionato in cima ad un colle che guarda il tramonto, in ottime condizioni di conservazione, si estende alla zona medievale col vecchio quartiere e le mura di cinta, al castello, alla chiesa normanna e alla moschea, sino al sistema fortificato di Porta di Valle.

PARCO ARCHEOLOGICO DI SEGESTA

Il sito (Elimo/Sikano) fu edificato sul fianco del Monte Barbaro, nel Bronzo medio. La visita al tempio dorico (V sec. a.C.) e al teatro, posizionato in cima ad un colle che guarda il tramonto, in ottime condizioni di conservazione, si estende alla zona medievale col vecchio quartiere e le mura di cinta, al castello, alla chiesa normanna e alla moschea, sino al sistema fortificato di Porta di Valle.

RISERVA ORIENTATA DELLE SALINE DI TRAPANI E PACECO

Le saline fra Trapani e Marsala sono una rara testimonianza di ambiente umido, produttivo nel rispetto rigoroso della natura. La loro architettura si estende nella zona della pre-riserva della Riserva Naturale Orientata delle Isole dello Stagnone. Essa è costituita da vari ordini di vasche con una propria specifica funzione, collegate da chiuse e canali, e costituisce uno dei passaggi più originali ed affascinanti della terra siciliana. Le saline possono produrre ogni anno fino a diecimila tonnellate di sale marino integrale. La zona è fortemente collegata ai flussi migratori di volatili africani, con piante alofile rare come il Cynomorium coccineum.

MOZIA

Mozia fu approdo dei mercanti-navigatori fenici a partire dalla fine del XII secolo a.C. Il nome fenicio fu Mtw, Mtw o Hmtw, come risulta dalle legende monetali; mentre il nome greco, Motye, Μοτύη, viene citato da Tucidide. Dopo la battaglia di Himera tra greci e punici nel 480 a.C. rappresentò il baluardo più ad occidente dei punici assieme a Solunto e Panormus. Il sito è testimoniato da un insediamento di fine dell’VIII secolo a.C., preceduto da una fase protostorica sporadica ed alquanto modesta. Dopo la battaglia delle Isole Egadi nel 241 a.C. tutta la Sicilia passò sotto il dominio di Roma, ad eccezione di Siracusa, Mozia fu abbandonata, insistono pochissime tracce di nuova frequentazione, con singole ville di epoca romana.

 

4° GIORNO - COLONIE GRECHE A SUD OVEST

GIARDINO DELLA KOLYMBETHRA

E' un sito archeologico di grande rilevanza naturalistica e paesaggistica, in una piccola valle nel cuore della Valle dei Templi ad Agrigento, gestito dal Fondo Ambiente italiano (sito FAI). E' caratterizzato dalla zona dell'agrumeto, quella del mandorleto-oliveto, una terza zona ricca di piante tipiche della macchia mediterranea, una con vegetazione ripariale e piante idrofile come la canna comune o il ricino ed, infine, una zona con vegetazione rupestre come la palma nana, la ginestrella comune ed il cappero. All’interno del Giardino si trovano gli “Acquedotti Feaci” risalenti al V sec. a.C. (i soli ipogei visitabili nella Valle dei Templi, lungo un percorso che si sviluppa nel sottosuolo per circa 185 metri).

MARTEDI' 9 LUGLIO 2019

  • Visita alla Zona Speciale di Conservazione delle Cave di Cusa, parte del Parco Archeologico di Selinunte e Cave di Cusa.

  • Visita della Valle dei Templi, sito UNESCO, e del Giardino della Kolhymbethra.

  • Cena presso il Lago nella Riserva Speciale di Pergusa. 

ZONA SPECIALE DI CONSERVAZIONE DELLE CAVE DI CUSA

Nel territorio di Campobello di Mazara (TP), sorge l'area archeologica delle Cave di Cusa: un unicum nel panorama archeologico del Mediterraneo, testimonianza dell’antica civiltà greco-megalese del VII secolo a.C. Le cave di pietra calcarenitica, anticamente conosciute come Ramuxara o Damus-ara (cava calda), si presentano ancora oggi come delle cave a cielo aperto, totalmente immerse nel verde di colture intensive e sono parte integrante del Parco archeologico di Selinunte e Cave di Cusa, (area archeologica più grande d'Europa). I grossi blocchi di tufo arenario estratti nelle Cave di Cusa furono utilizzati per costruire i templi selinuntini, notevo